Archivio per la categoria 'paese'

Povera patria (malgrado Spello)

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(particolare foto di A. Crialesi)

Condivido la scelta di correre da solo del PD veltroniano più per considerazioni morali che politiche.
“L’Italia è una mucillagine sociale che declina verso il peggio” e “ ha perso la voglia del futuro; c’è più paura che speranza”. Erano queste le autorevoli affermazioni del CENSIS e del New York Time di non molto tempo fa, che certificavano il declino del nostro paese.
Per declino non si intendono solo gli effetti sociali dovuti all’incerto procedere dell’economia globale, ed i rischi di recessione paventati dai ministri economici europei. Né si tratta del declino-formula verbale, usata per stigmatizzare l’avversario nella polemica politica (per esempio quello usato da Berlusconi contro Prodi).
Il declino italiano vero è decadenza morale, come quella simboleggiata dalla volgarità esibita nel senato il giorno della caduta di Prodi, o come la piccolezza espressa dal meschino familismo mastelliano di fronte a seri problemi delle istituzioni statali.
Il declino vero è il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione, la fuga di cervelli all’estero, il sistema politico bloccato che riproduce se stesso e genera sterilità riformatrice e soprattutto il distacco dei cittadini dalla politica e la sfiducia nelle istituzioni e nel futuro.
Il lavoro salariato sottopagato e spesso mortalmente rischioso e la certezza che i figli staranno peggio dei padri stritola la speranza genera sfiducia morale ed è il cuore del declino di questo paese.
Questa realtà italiana non è il centro del dibattito politico ed è oscurata dalle schermaglie della solita politica. I successi economici del precedente governo (ovvero i nostri sacrifici)rischiano di essere vanificati da politichette volte a guadagnare consenso e garantire sopravvivenza ai soliti (già ben protetti da una ignobile legge elettorale)
A Spello Veltroni ha rilanciato l’idea che il PD deve correre da solo (anzi più che da solo “libero” dai lacci della vecchia politica). Credo che questo voglia dire assumersi piena e diretta responsabilità(e farla assumere agli altri) di affrontare il declino del paese. Per dirla con un Kennedismo amato da Walter : “E’ tempo non di chiedersi che cosa il paese può fare per te ma di chiedersi che cosa “tu” puoi fare per il tuo paese.”
Correre da soli anzi liberi potrebbe essere generoso ai limiti del sacrificio ma potrebbe essere la combinazione per far saltare il chiavistello che blocca le riforme necessarie al domani del paese.
Correre da soli e liberi potrebbe restituire credibilità e fiducia nella politica e smuovere le acque di una palude in cui cantano i grilli.
Non si vuole solo evitare il Berlusconismo. Si vuole dare all’Italia un progetto per il futuro. Per cambiare l’Italia e non il governo (come è stato detto a Spello) ci vuole una grande autorità morale che si costruisce con prove di grande generosità e di grande apertura e senza tradire se stessi .
Sarà all’altezza il costruendo PD del compito? Che farà e che cosa dice la chiesa (naturale concorrente sul piano dell’autorità morale quando decadono i costumi)?? Su questi due semplici, schematici ma decisivi quesiti aprirei un dibattito e non solo sul mio blog. Sotto a chi tocca…


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