di Diego Bianchi, filmato publicato il 05/03/2008 all’interno del suo blog
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di Diego Bianchi, filmato publicato il 05/03/2008 all’interno del suo blog
Ascanio Celestini a “Parla on me” - feb. 08

Caro Roberto, da tempo taccio e ne ho ben donde!
Taccio perchè se potessi parlare dovrei denunziare con toni proccupanti l’ uscita dal PD e, da una porta secondaria, di uno scienziato come Odifreddi , mentre, dalla porta principale, entrava un ignorantone come Calearo.
Ma mi dicono che Calearo rappresenta simbolicamente l’apertura alla piccola industriosa azienda ed al popolo del “Nordest”, la ingloba…magari togliendo qualche voto alla lega, trasformando il “si può fare” veltroniano nel “ghe la femo” veneto.Una specie di nuovo Risorgimento…..magari “ad usum electionis”. Mentre Odifreddi, inoculando un socratico, continuo ed inquietante dubbio, non contribuisce alla stabilizzazione del partito….alla sua possibile vittoria. Non fa niente se è uscito…… tanto come rappresentante degli scienzati abbiamo, con tutto il rispetto che si merita, Veronesi……l’importante è che nelle liste del PD siano rappresentati tutti i mestieri, tutte le arti, e tutte le regioni italiane “da Trieste in giù”….ma anche non troppo giù!
Per questo taccio!
Ma taccio, anche, perchè se potessi parlare dovrei indignarmi per il silenzio che ha fatto seguito alle dimissioni, dalla politica, di Romano Prodi. Non dico di innalzare peana per ricordarlo, non dico di dichiarare lutto nazionale, ma almeno uno “special” televisivo sul suo operato di statista…..forse Prodi se lo sarebbe meritato.
Mi suggeriscono di non insistere sulla “nostalghia” prodiana…….in fondo, in fondo…….la sua sola presenza, evocando l’esperieenza dell’Unione, contraddiceva di fatto, il progetto politico del nuovo partito.
Infine , anche se non posso fare a meno di ricordare che Prodi, fra le tante cose giuste che ha fatto, è riuscito, anche, a sconfiggere per due volte Berlusconi….. continuo a tacere.
Tuttavia non mi è dato di continuare a sospendere il giudizio di fronte alle gravi scelte economiche del PD, che si possono riassumere nella totale accondiscendenza alle regole del mercato, diventato, ormai, la misura di tutte le cose.
E’ uscito da poco un saggio( “Breve storia del futuro” di Jacques Attali, Fazi Editore ) che affronta i problemi del futuro del mondo, sottolineando i danni che produrrà, appunto , la pedissequa sottomissione alle regole del mercato. L’autore Jaques Attali, abbandonando le numerose teorie catastrofiste, in voga oggi, suggerisce degli antidoti importanti per frenare ed evitare il tracollo della società, della natura e del pianeta. Uno di questi è il controllo democratico del mercato, effettuato da tutti i cittadini del globo.E quando Attali dice tutti, intende proprio tutti!
Ma che,ti si stanno rizzando i capelli in testa ”qual istrice pungente” pensando alla difficile conciliazione dell”mperialismo statunitense, con il “sinistro” capitalismo cinese, e con tuttii diversi regimi teocratici o fondamentalisti sparsi sulla terra, sperando che la loro interazione produca l’agognata democrazia?!
Ti vedo sorridere sarcasticamente pensando alla utopistica armonizzazione di situazioni politiche, popoli, e culture tanto diverse, evitando l’omologazione!
A me, per cadere nel più nero scetticismo, basta solo, pensare al XIII municipio, o, tanto per rimanere sul tema de “La conquista del Nordest” , alla meschineria dei vicentini ( io li conosco perchè ho vissuto dieci anni nella, per altro, bellissima Vicenza palladiana……quanti ricordi! ) di cui ti voglio raccontare un razzistico aneddoto.
Si dice che una volta un vicentino trovò una lampada magica. Da questa lampada uscì un genio che gli disse: “Esprimi un desiderio ! Io lo esaudirò e inoltre ne esaudirò due al tuo vicino di casa!”
Il vicentino pensò un poco, poi assertivamente rispose:”Bon, cavame un ocio”
Va bene, così va il mondo, ma siccome non è il migliore dei mondi possibile, ed io penso ancora che ce ne possano essere altri, ti consiglio di leggere il testo di Attali e, magari, farne oggetto di una discussione allargata e…….democratica! Lo scetticismo si deve fuggire!
Baci Rosa
di Diego Bianchi, filmato publicato il 05/03/2008 all’interno del suo blog
Mi candido. Nessun problema: sono disponibile. Ho 68 anni e sono onorevolmente vergine. Tre anni di rifugio per l’infanzia abbandonata garantiscono una educazione di base cattolica apostolica e lucchese (che è più di quella romana); tre anni di cittadinanza bergamasca con oratorio domenicale fisso rafforzano l’educazione di cui sopra; un anno di collegio arcivescovile lodigiano fanno di me un chierichetto tra i meglio, con vocazione - per inciso ho una conoscenza profonda di tutti i canti liturgici e non più un tot di messe, ho nel mio repertorio il meglio del gregoriano, l’immenso Maestro don Perosi, l’Ave Maria di Schubert e ovviamente anche quella di Gounod - l’adolescenza mi vede piccolo tra i Piccoli di Padre Beccaro con divisa simil-balilla… continua qui
Non credo che Veltroni sia partito da Marx nel formulare la sua invocazione “imprenditori e lavoratori insieme “ Secondo me è solo un appello all’unità del paese per affrontare il futuro difficile che ci aspetta. Si tratta di una ragionevole invocazione che d’altronde è immersa nella concretezza delle proposte di governo veltroniane : fra le quali peraltro c’è l’idea condivisibile (e condivisa, mi pare di capire, dalla confindustria e da Berlusconi) di trattare il salario come una variabile indipendente . Per quello che riguarda la crescita unita alla giustizia sociale, sono d’accordo con te: la qualità della crescità è garantita dalla bontà dei 12 punti veltroniani.Meno tasse e più salario sembra proprio una scelta obbligata anche a fronte degli ultimi dati ISTAT che ci avvisano dell’aumento di pane e pasta e della corrosione del potere d’acquisto dei salari. Saranno probabilmente questi gli argomenti forti della prossima campagna elettorale malgrado la crociata del neo- talebano Ferrara.Posso microtestimoniarlo. Giorni fa mentre arringavo i colleghi docenti sulla laicità dello stato, una collega è intervenuta denunciando lo scandaloso aumento che questo febbraio hanno avuto le frappe. L’argomento è risultato travolgente. Malgrado il crudo realismo della situazione anche io ho un puntum dolens rispetto al PD e credo che sia condiviso da molti. Non è l’essere più o meno di sinistra che mi preoccupa. Oggi si può essere di sinistra ed essere reazionarii. Pensa alla contestazione di sinistra contro gli scrittori israeliani alla fiera del libro di Torino.Mi preoccupa la presenza della componente clericale nel PD. Sento che da lì può nascere resistenza alla laicità e alle riforme. Pensa ai clericali spagnoli silenti per anni durante il franchismo ed oggi apertamente schierati contro Zapatero. Non ti sembra un tema da approfondire quello della religione in tempi di fondamentalismi e di ingerenze?
Mio caro Roberto,siamo d’accordo, siamo entrati nel PD, lo appoggeremo nella prossima campagna elettorale, senza creare frazioni, contrapposizioni e, senza rimpianti, anche perchè non ci piacerebbe essere trasformati in una statue di sale, come purtroppo sta accadendo a molti della sinistra , cosidetta, “radicale”!Abbiamo un programma dignitoso che abbraccia tutte le cose che gli italiani si aspettano: meno tasse, più lavoro per i giovani, lotta alla precarietà, misure più severe per la sicurezza, riforma della giustizia ( come dimostra l’apparentamento con Di Pietro), modernizzazione etc.. etc..etc… Non c’è che dire: poco abbiamo lasciato alla destra!Manca la laicità, voi mi direte? Non è vero! La laicità è presupposto, “conditio sine qua non” per la fondazione di un partito democratico. Se lo abbiamo fondato e lo stiamo costruendo, vuol dire che consideriamo la laicità l’ essenza ontologica che guiderà il nostro partito nelle scelte presenti e future, senza violente e pacchiane( così definisco le posizioni di Ferrara) strumentalizzazioni elettoralistiche.( Non siamo ironici, sinceramente ce lo auguriamo!)Stiamo riuscendo,anche in assenza di una riforma elettorale, a semplificare il sistema elettorale, guidando la politica verso una maggiore chiarezza di contenuti e, forse, verso una sua moralizzazione. (Forse?)Tuttavia, anche se pacatamente soddisfatti, non riusciamo a non pensare e a non porci degli inquietanti interrogativi che si possono riassumere nei seguenti :1) Con quali scelte di fondo si affronteranno i problemi?2) Con quali mezzi , e prendendoli da dove,si potranno risolvere?3) Con quale riforma dell’economia si potrà attuare la giustizia sociale?Molto più semplicemente: “Come si potrà fare per aiutare contemporaneamente i ricchi e ipoveri? Come si concilieranno le esigenze della produzione con quelle dell’ambiente? Come si quieteranno le contraddizioni fra i sessi? Come si potranno pacificare le grandi contese mondiali?Veltroni non accetta i vecchi schemi marxisti che riporterebbero le dette contrapposizioni a quella fondamentale fra capitale e lavoro risolvendola, poi, attraverso la lotta di classe. Non è il primo, non è il solo….potrebbe anche avere ragione….Ma come armonizzare i contrari della società, che, nel caso dell’Italia, dove una vera rivoluzione borghese non è mai stata fatta, si moltiplicano a dismisura e scorrono nei mille rivoli delle corporazioni, dei privilegi acquisiti, delle franchigie territoriali, del clientelismo di stampo feudale e… via di seguito?”L’armonia dei contrari” visione affascinante della realtà, se perseguita filosoficamente, potrebbe non funzionare così bene nel sociale, sopratutto perchè non si capisce come possa miracolosamente realizzarsi.E’ lecito, quindi, pensare che l’ unico rimedio chiaro, cui Veltroni fa riferimento per risolvere i problemi del paese, sia l’aumento della produttività economica.Non è poco, è certo necessario, ma diventa un’ipoteca che potrebbe condizionare la giustizia sociale. E’ di Veltroni la frase:” Non esiste giustizia sociale, senza sviluppo economico” Si tratta di un’equazione-sloogan che, non solo pone sullo steso piano interattivo elementi qualitativamente così diversi come profitto, da una parte, e uomo, dall’altra, ma nello stesso tempo,sottopone gli interessi dell’uomo a quelli del capitale con conseguenti ricadute in altri campi come cultura, costume, sanità scuola ed ambiente.Il solito capitalismo! Quualcuno ha parlato della vecchia politica dei redditi, di neo o vetero capitalismo…Noi speriamo che si tratti di una cura sintomatica a cui bisognerà affiancarne al più presto una più efficace che curi le cause profonde dei mali e guarisca, insieme al malato, la medicina.E nel cercare le cause profonde dei problemi, noi che siamo entrati in questo partito, che lo difenderemo e lo appoggeremo nella prossima campagna elettorale, vogliamo battere altre strade, trovare soluzioni nuove, anche alternative al comunismo!Ma non barattiamo per nuovo il vecchio, anzi vecchissimo capitalismo, nemmeno se imbellettato di modernità!Per concludere ci chiediamo se in questo partito:1) E’ ancora aperto il dibattito su questi argomenti?2) C’è ancora spazio per gente come noi?3) Possono allignare sogno e speranza?Con affettoRosa Cavadi
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