Non credo che Veltroni sia partito da Marx nel formulare la sua invocazione “imprenditori e lavoratori insieme “ Secondo me è solo un appello all’unità del paese per affrontare il futuro difficile che ci aspetta. Si tratta di una ragionevole invocazione che d’altronde è immersa nella concretezza delle proposte di governo veltroniane : fra le quali peraltro c’è l’idea condivisibile (e condivisa, mi pare di capire, dalla confindustria e da Berlusconi) di trattare il salario come una variabile indipendente . Per quello che riguarda la crescita unita alla giustizia sociale, sono d’accordo con te: la qualità della crescità è garantita dalla bontà dei 12 punti veltroniani.Meno tasse e più salario sembra proprio una scelta obbligata anche a fronte degli ultimi dati ISTAT che ci avvisano dell’aumento di pane e pasta e della corrosione del potere d’acquisto dei salari. Saranno probabilmente questi gli argomenti forti della prossima campagna elettorale malgrado la crociata del neo- talebano Ferrara.Posso microtestimoniarlo. Giorni fa mentre arringavo i colleghi docenti sulla laicità dello stato, una collega è intervenuta denunciando lo scandaloso aumento che questo febbraio hanno avuto le frappe. L’argomento è risultato travolgente. Malgrado il crudo realismo della situazione anche io ho un puntum dolens rispetto al PD e credo che sia condiviso da molti. Non è l’essere più o meno di sinistra che mi preoccupa. Oggi si può essere di sinistra ed essere reazionarii. Pensa alla contestazione di sinistra contro gli scrittori israeliani alla fiera del libro di Torino.Mi preoccupa la presenza della componente clericale nel PD. Sento che da lì può nascere resistenza alla laicità e alle riforme. Pensa ai clericali spagnoli silenti per anni durante il franchismo ed oggi apertamente schierati contro Zapatero. Non ti sembra un tema da approfondire quello della religione in tempi di fondamentalismi e di ingerenze?
Le frappe: una risposta politica a domande astratte?
Pubblicato Febbraio 24, 2008 Pd , elezioni 2008 , epistolario rosa , politicaTags: elezioni 2008, frappe e carnevale, partito democratico, politica

Caro Roberto,
Penso che tu voglia convincerti ad ogni costo. Forzandoti quasi - e ti provoco - in modo religioso. Non c’è nessuna volontà unificante… “impresa e lavoro”… La scelta di W.V. ha un profilo cetuale “alto”. E’ una scelta che cerca di accompagnare il Paese (che, in tutta sincerità, credo che non esista più… l’isolamento odierno della Campania parla da solo) in un passaggio generazionale riguardante i destini dei grandi nobilati manageriali e (+ o -) industriali italiani (quante energie attorno alle famiglie Colaninno, Romiti, Mondadori…). Quasi un problema di assestamento e di addestramento. Vorrei parlare con te della mancanza delle persone in questo inizio di campagna elettorale. E parlo delle persone che ci vivono accanto e incontriamo lavorando, mangiando una pizza, andando dal dottore, mentre si portano i figli a scuola o si prende un caffè in un bar, quelle che si ammalano o stanno bene… Le persone “normali”. Questi soggetti sono trattati come un vasto demos votante a cui raccontare che si abbasseranno le tasse e si innalzeranno i salari (senza spiegare, se ciò sarà vero, con quali tagli e risparmi sulla spesa pubblica). Demos a cui - mi viene da dire - si può raccontare che dio esiste, ma è laico.
un abbraccio