Archivia per Gennaio 2008

I duellanti

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Ha ragione Claudia, quando esalta l’impegno, la trasparenza ed il forte spirito di servizio della vecchia sezione di Casalpalocco.
Onore alla preclara sezione, onore alla sontuosa signora che l’ ha sempre prestigiosamente rappresentata!
A loro rimarrà sempre legata una parte importante della nostra vita.
Hanno ragione i compagni che vorrebbero rilanciare la gloriosa militanza de “la sezione che non c’è” trasformando lo zelo antico in linfa propulsiva del partito nuovo.
Anche loro meritano riconoscimento, rispetto ed ascolto.
Ma come trainare quella gloriosa ed originale esperienza dentro gli alvei ristretti dei nuovi circoli del PD, di cui conosciamo solo gli asfittici regolamenti, la tendenza a spartire piccole aliquote di potere, come fossero corti di “clientes”?
Il rischio è di girare a vuoto, perdendosi nei farraginosi tecnicismi di una pseudodemocrazia, mentre si sa già che questi futuri circoli saranno organismi di insediamento politico che, una volta insediato il politico nella propria sedia, ( scusate il bisticcio, ma a volte la retorica serve a farsi capire ) si riuniranno per fini elettoralistici, quando bisognerà reclutare galoppini per raccogliere fondi, voti. sponsor…..
Come salvare allora tutta l’energia, la passione,la voglia di operare in difesa della giustizia e della libertà, che non sono ancora morte fra noi , prova ne sia la grande partecipazione all’assemlea di Domenica, durante la quale la voglia di politica che negli ultimi tempi sembrava evaporata si è solidificata ed incarnata in visi sorridenti o “incazzati”, sereni o turbolenti, arguti o solo bonaccioni, ma tutti sinceramente dialoganti?
La risposta per me, in questo momento non può essere l’ adesione ai detti circoli, anche perchè non è ancora chiara la loro essenza.
1)Che potere avranno;
2) Come interagiranno con i vertici del partito.( Potranno dei capannoni comunicare con un loft?)
3) Potranno in mancanza di una linea politica definita, che sembra non arrivi mai, formulare proposte politiche?
Meglio allora associarsi in una organizzazione culturale che, anche se non avrà potere politico da spendere nell’immediato,( voglio vedere quanto ne avranno i circoli!) almeno avrà l’autorevolezza della purezza, del disinteresse, dell’utopia e di un pizzico di follia per creare soluzioni meno transeunti e più ideali per il futuro.
Ci sono dei compagni che insistono sull’ importanza della partecipazione a questa fase costruens del partito.
Bene sono d’accordo”
Ma allora perchè chiudere e limitare la discussione dentro l’ambito di un circolo?
Se non sappiamo cosa sia un circolo , e non lo sappiamo perchè lo stiamo costruendo, perchè dovremmo condividere la limitazione e la chiusura del suo spazio territoriale, morale, culturale e politico?
Da questa contraddizione non riesco, ancora, ad uscire.
Mi inquieta anche la paura che questo partito, proprio perchè non capace di fare scelte ideologiche precise si stia avviando, esso stesso, verso una forma di partito del leader con i precisi obiettivi di vincere le elezioni e governare a qualunque costo e, forse, con qualunque alleato.
Mi dicono, ma bisognerà rispettare un programma……non si potranno fare alleanze con forze che non rispettino questo programma……è giusto!
Tuttavia io mi chiedo:”Ma poi cosa è un programma?
Cosa è un programma senza una profonda analisi delle cause dei problemi, senza un progetto generale che si riprometta di eliminare “ab imis”le cause dei problemi,
senza la capacità di inserire nel tempo una riforma della società, inglobando il passato, ma dimenticandolo nel momento dell’azione proiettata nel futuro?
Per fare veri programmi si dovranno operare scelte di campo più profonde , più durature, più drastiche……lasciando l’ecumenismo ai preti…. che, per altro, a volte, lo strumentalizzano!
Mi preoccupa pure un’altra cosa: la esagerata enfasi sulla riforma elettorale, come se essa potesse rappresentare la panacea per tutti i mali del paese!
D’accordo sul fatto che sia “conditio sine qua non” per una futura stabilità di governo .Ma la riforma è uno strumento, solo uno strumento. Le cose importanti da fare verranno dopo. Non dimentichiamocene!
E non dimentichiamoci di non appoggiare un progetto di riforma che permetta l’affermazione di due personalità politiche e di due partiti contrapposti, ma complementari gli uni agli altri, fino ad avvicinarsi e, chissà, forse confondersi?
I duellanti, figure romantiche care alla letteratura, si scontrano ed interagiscono nella continua ricerca del se nell’antagonista, in un gioco psicologico di grande suggestione estetica.
Ma in politica i duellanti sono una regressione involutiva verso forme di governo primitive, basate sul culto della personalità e molto lontane dalla democrazia.
Due campioni due entità, due forze: sullo sfondo l’orribile presagio di una diarchia.
Rosa

adesioni…

di Marco de Lindemann

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Ho aderito al progetto PD per la forte potenzialità innovativa di questo progetto: partito aperto - attenzione alla società reale - apparato accessibile e contendibile. Ho partecipato alle primarie per prendere posizione contro condotte di autoperpetuazione e di tutela delle rendite di posizione, condotte che hanno portato alcuni a funamboliche giravolte politiche di 360 gradi rispetto al nascente partito.
Per non contraddire tutto ciò, oggi penso sia necessario, di fronte a strategie inerenti alla creazione ed occupazione con logiche spartitorie dei futuri circoli PD, di partecipare, ma di non far parte di questo gioco che non saprei come chiamare, se non guerra per bande: la banda deve una sola: il PD.
Conclusione: non prenderò parte ad altre riunioni di corrente, e mi candido senza rete - e contro nessuno - nel coordinamento del costituendo circolo di Palocco, (la scelta del luogo è legata alla lunga frequentazione di quello che è stato l’unico vero laboratorio del ns. territorio di elaborazione politica aperto, laico, e non condizionato da liderismi) come ho comunicato domenica in quella sede, sulla base del mio progetto di costituzione di un forum dedicato ai temi dell’ambientalismo, senza farmi calare da fuori in modo preconfezionato in una lista unica, di fatto bloccata: se passo, bene, altrimenti farò ciò che potrò dove potrò.
Mi auguro di non essere l’unico a compiere questa scelta, sarebbe un triste inizio.

cara Silvia

Cara Silvia,
c’è sgomento e smarrimento a sinistra per la caduta del governo Prodi. Ora tutto diviene più difficile.Bisogna reagire ai rischi di ibernazione ,di letargo della sinistra ; proprio a 40 anni dal 68. La tavola apparecchiata per la borghesia, come in un film di Bunuel, sarà gestita dal ritorno del cavaliere . L’Italia si è fermata a Ceppaloni dopo una lunga e proficua rincorsa all’Europa .Noi elettori compagni delusi dalla sinistra più autolesionista del mondo che dobbiamo fare?
Non mi sento un maiale orwelliano e non credo che generalizzare dicendo che a sinistra tutti sono traditori delle proprie idee sia un servizio alla verità. Fra l’altro l’idea di una totale degenerazione morale dei dirigenti della sinistra distrugge speranza e voglia di lottare.
Detto questo concordo con te sul fatto che il distacco fra cittadini e politica riguarda anche noi, e che la casta, una arcaica, molto italica, idea del potere che tu ben rappresenti, rischia di diffondersi anche a sinistra . Credo che la politica post-ideologica sia divenuta la post-politica di cui parlano autori come Zizek. Una politica dove conta amministrare e gestire e dove le ambizioni di cambiare il mondo e renderlo più giusto sono quasi sparite. Questo rende  più simili destra e sinistra e contro questa idea bisogna lottare. Ma le cose da analizzare e fare sono molte
Che fare ? La domanda leniniana resta senza risposta; certo è fallito il progetto politico del Prodismo e su questo dobbiamo criticamente riflettere; ma non è caduto a Ceppaloni o per le frasi avventate di Veltroni.Un governo con 101 ministri e sottosegretari parte male. Purtuttavia risultati importanti, ma non sufficienti si sono raggiunti ma ora ….che fare?
Anche io ho vissuto la fortunata stagione del PCI, carica di speranze, ed oggi mi chiedo se quell’esperienza è sufficiente per trovare una risposta
Credo che per trovare risposte politiche di sinistra il metodo della ricerca INSIEME e DAL BASSO sia necessario
comunque grazie

giorno della memoria

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immagine tratta da crialesi.it

domenica 27 nella sezione/circoloPD di Casal Palocco

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Continua domenica 27 alle ore 10.30 nella sezione/circoloPD di Casal Palocco , via A Ascalona 10, la riunione per esaminare il regolamento per la costituzione del circolo e per organizzare i passaggi organizzativi che porteranno alla nascita del PD nel nostro territorio fra la domenica 3/2 e 17/2.
L’intento condiviso da tutti coloro che hanno partecipato all’assemblea di domenica 20/1, è quello di garantire la massima apertura e possibilità di partecipazione da protagonisti alla costituzione del circolo. Questo sarà concretizzato nei seguenti tre punti:
1) massima trasparenza nella procedure e massima rappresentatività negli eligendi organismi di forze e culture provenienti dal territorio. Nessuno deve sentirsi escluso dalla partecipazione alla direzione ed all’impegno del circolo. Tutti ci rendiamo conto dell’importanza del rinnovamento politico e generazionale e non vogliamo che venga vanificato da operazioni spartitorie calate dall’alto e prive di reali contenuti politici.
2) massima garanzia all’autonomia decisionale dell’assemblea - ci sembra una certezza democratica da cui partire- anche per evitare derive verticistiche che svuoterebbero di credibilità il processo che vogliamo seguire. Disponibilità, quindi, a farsi carico anche di esigenze politiche municipali, comunali e provinciali ma non a subire diktat imposti da notabili locali.
3) consapevolezza che tutto diviene ridicolo ed effimero se non vincolato ad una discussione politica che ribadisca le finalità per le quali nasce un nuovo partito. Questo sopratutto a fronte della attualità politica di una crisi di governo che accade mentre incombono sul mondo occidentale rischi di crisi economica recessiva, mentre, simbolo di ingovernabilitàistituzionale , la città di Napoliè sommersa dai rifiuti,mentre ridiventa urgente la ridefinizione della laicità nel nostro stato( L’Angelus papale domenicale trasformato in manifestazione politica a sostegno di un Pontefice, a quale non è stata tolta la parola, semmai è stata tolta la libertà di dissenso a pochi docenti e studenti, è una preoccupante prova di subalternità di parte della nostra classe politica.), mentre…
Insomma il processo costitutivo del circolo deve essere un percorso di confronto politico su grandi questioni nelle quali ritrovare l’unità di idee e di impegno comune. La costituzione di un “vero” circolo politico non può essere ridotta alla conta di clientes e fedelissimi di questo o quello, ma alla espressione collettiva del pensiero politico di uomini liberi.
Resto convinto di quanto sia necessario il PD per una politica di risanamento e riforme per il nostro, sfortunato e forse in declino, paese; sono certo che solo il PD può riequilibrare la giustizia sociale verso le stracitate ma dimenticate nei fatti nuove generazioni; ho fiducia nella adesione disinteressata di tutti coloro che si avvicinano al PD.
Fino al 17 febbraio, data in cui terminerà l’iter di costituzione dei circoli, invito tutti a partecipare alla assemblea di domenica 27,ricordando che le forme ,i contenuti del percorso costituendo , definiranno anche la natura, il modo di essere del nuovo partito.
Partecipate e fate partecipare quanti vogliono dire la loro idea pensando con sincerità all’importanza di ricostruire in Italia con il PD la buona politica. Vi ricordo che abbiamo bisogno di critiche e suggerimenti
A domenica


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