
Caro Roberto,
Non capisco a cosa alludi quando mi dici che dovrei meglio interpretare……….su Veltroni, come te del resto, ho da molto sospeso il giuduzio, perchè quello che trapela è oscuro, quello che si capisce è sgradevole e quello che sarà rimane ammantato da una coltre di ineluttabilità scoraggiante!
Avverto un forte distacco fra il grigiore dell’incertezza che rischia di sprofondare la base nel pantano e il corrusco sfarfallio decisionista del vertice.
Dopo una stagione di fervente partecipazione politica in cui ognuno di noi , (di quelli che hanno creduto alla formazione di un partito democratico davvero) ha dato il meglio di sè, sento di non servire più a niente, di non essere più importante, di essere esclusa dalle stanze, o pardon dal loft dove le cose discusse sono sempre più alte, nobili e “secrete”.
Ma non dovevamo costruire un partito che accorciasse le distanze fra militanti ed organi decisionali?
Non dovevamo allargare la partecipazione dei cittadini al dibattito, alle proposte, alle critiche costruttive per arrivare alle conclusioni politiche in modo più democratico?
Non dovevamo decidere tutti insieme sulla nuova forma che avrebbe assunto il nuovo partito?
Mi dicono che abbiamo votato e, quindi, delegato!
Be, per me avere interpretato il voto come delega in bianco è sbagliato! Perchè, molti di noi, già in questo voto avevano individuato una nuova forma di democrazia capace di durare, all’indomani del voto stesso, attraverso la creazione di canali di comunicazione atti ad alimentare, con stimoli continui, quella miracolosa partecipazione delle primarie.
Ma forse come temevamo noi che abbiamo fino alla fine cercato di evitare che la consultazione popolare si trasformasse in plebiscito ( cosa che nei fatti è avvenuto ), molti altri compagni hanno interpretato quel voto come “fuga dalla libertà” e delega totale al capo, che, investito di tale autorità, si è sentito legittimato ad usarla come meglio ha creduto!
I capi illuminati possono fare tante cose belle, lo so, e non posso non accogliere con gioia la nomina di tante donne nell’esecutivo del partito nuovo.
Più di una volta ho sottolineato l’importanza della presenza fisica delle donne nella vita politica per avviare un processo veramente nuovo e democratico……
Peccato che la storia ci insegni che le riforme concesse dall’alto non siano vere riforme, perchè possono essere ritirate in qualunque momento da chi le ha elargite.
Il dispotismo illuminato, quel fenomeno riformistico attuato dai molti monarchi assoluti europei, nel corso del Settecento, per evitare che il popolo oppresso facesse la rivoluzione, è stato spazzato via, prima da Napoleone e, poi, dalla Restaurazione!
Non c’è niente da fare! La democrazia elargita dall’alto, ammesso che sia democratico quello che sta facendo Veltroni, non è vera democrazia …e un partito damocratico deciso da una, pur fidata ed illuminata oligarchia, non è veramente democratico se non è chiaramente e sicuramente voluto dalla base di chi dovrà sostenerlo, votarlo ed impegnarsi per la sua futura affermazione.
Non c’è niente da fare, se il partito democratico non sarà democratico….. non sarà!
Caro Roberto, accetto le tue perplessità…e ti aspetto.
Se mi lasci, però, troppo a lungo sola, le mie riflessioni potrebbero diventare elucubrazioni……
Perchè vedi Roberto, tu sei il mio avventuriero, quello che mi permette di essere avventurosa, attraverso la sua conoscenza dell’ avventura.
Ma per capire il senso di questa mio ultimo pensiero dovresti vedere il film:”Elizabeth-The golden age”, intanto se puoi trovarmi un intrlocutore che condivida o abbia voglia di contrastare il mio pensiero: fallo!
Oltre che mio avventuriero, sei mio consulente,mio manager, mio editore……ma sopratutto mio amico!
Baci Rosa

… veramente l’editore sarei io
Condivido ciò che dici, provi e pensi. Condivido, come molti, le tue paure e le tue perplessità. Veltroni, dal plebiscito ottenuto alle primarie, si è sentito legittimato a “incoronarsi Re del PD”, cercando di costruire un partito verticistico e cosidetto “leggero”. Credo però che ci siano dei barlumi di speranza; Zingaretti, alla costituente regionale di sabato, ha incaricato le forze politiche dei singoli territori di organizzare iniziative politiche, nella settimana che va dal cinque al dodici dicembre. L’obiettivo è di coinvolgere nuovamente tutti i cittadini che sono andati a votare il 14 ottobre e di iniziare un tesseramento. Il contrario di ciò che Veltroni aveva annuciato di voler fare. In questo modo s’inizia a dare una struttura partitica, una struttura organizzativa. Credo sia un barlume di speranza contro il partito “leggero” decantato da Walter.
Saluti all’editore