
Caro Roberto, dove sei finito?
Questo fine settimana ti ho cercato inutilmente e mi sono detta: “vuoi vedere che la storia dei punti di riferimento perduti è solo un modo per rassegnare le dimissioni dagli incarichi e dalle responsabilità che fanno di noi punti di riferimento per gli altri?
Vuoi vedere che ci siamo sciolti prima che qualcuno ci sciogliesse….così “piano, piano, come piace a noi”, senza quasi accorgercene?”
Perchè io non credo che le intemperanze o gli errori politici di alcuni di noi, possano diventare motivo di rottura fra amici che continuano a fare politica anche, o, meglio, proprio nella sezione che non c’è!
Ci siamo presi una pausa di riflessione? Be, tutti sappiamo che nel linguaggio sentimentale la pausa di riflessione è l’ anticamera della separazione…..
Stiamo aspettando qualcosa…..ma cosa?
Stiamo aspettando la rinascita o l’apocalisse?
Sia l’una che l’altra ripetute, annunciate, promesse, strumentalizzate, anche, stanno perdendo valore… e la gente si sta dimenticando di quel momento di orgoglio e di denunzia che l’ha spinta a votare per formare un partito nuovo, rifluendo in un “privato particulare” piccolo piccolo rissoso, qualunquista e…razzista!
Dobbiamo fidarci dei costituenti……li abbiamo votati……ci dicono che stanno tessendo tele di magnifico broccato con abnegazione e spirito di servizio “ad acta”.
Io spero che mi piaccia il colore di queste tele….perchè i rutilanti eventi attesi, possono nascondere ombrose escatologie e come diceva Troisi:”Amo il nuovo, ma mi piacerebbe di più se per arrivarci non dovesse finire il vecchio…perchè io proprio la parola fine non la tollero!”
Con osservanza
Rosa

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