Archivia per Ottobre 2007

Ricostituenti…

Caro Roberto,
che bel ricostituente è stato, per la sinistra e per il governo, il voto di Domenica… .e che bella soddisfazione quei tre milioni di voti da sbattere in faccia alla destra nostrana, ormai solo intenta a demolire il paese con pervicace arroganza… è stato bello, non c’è che dire!
Tuttavia , siccome siamo esseri pensanti, e di sinistra, non possiamo rinunciare all’antica, vieta, ma cara abitudine dell’analisi che, magari smorzerà un pò i nostri entusiasmi, ma ci permetterà, in seguito, di effettuare sintesi più costruttive.
Innanzitutto dobbiamo prendere atto del fatto che non siamo riusciti ad evitare il plebiscito, perchè Veltroni, “il nostro segretario” è stato eletto con una maggioranza così, il 75%, da fare pensare più all’ acclamazione di un capo, alla incoronazione di un principe che non ad un normale segretario di un partito!
Ciò conferisce a Veltroni un potere grandissimo che lo carica di responsabilità, gli conferisce gran libertà di azione, ma lo costringe ad interpretare correttamente la complessa natura del voto popolare , previa lo spreco di una occasione così importante!
Il voto di Domenica risponde a varie istanze, che solo facendo una operazione di sintesi, grossolana e superficiale può essere definito soltanto ottimistica richiesta di partecipazione alla politica
Di primo acchitto potremme riassumere le istanze principali che hanno spinto il popolo italiano a votare così numerosi in tre:
1) Un forte bisogno di innovazione e cambiamento indistinti, che dopo aver trovato sfogo nell’antipolitica per una strana legge di contrappasso si è trasformato in una forte richiesta di politica.I sondaggi incrociati dicono che questa componente potrebbe rappresentare il 20% dei voti complessivi ottenuti alle primarie. Ilvo Diamanti ha definito questo fenomeno come l’ “iperpolitica” seguita all’ “antipolitica”
2) Il bisogno di delegare ad un capo carismatico la soluzione di tutti i problemi, che la politica attuale non sa più nemmeno affrontare, conferendogli poteri e fiducia sconfinati.
Questo fenomeno sempre presente nella storia, nei momenti di crisi, che è stato fra l’altro definito da E.Fromm “Fuga dalla libertà”,si connette al primo e può essere considerato uno sviluppo quasi naturale del clima di antipolitica diffuso dal “vaffa…”
3) La grande richiesta di democrazia da parte di tutti quegli elettori che nel PD hanno visto un’occasione, non solo di cambiamento, non solo di ribellione, ma anche di grande trasformazione democratica della politica e della società.
Le dette istanze, pur nella loro varietà contengono tutte una comune richiesta di cambiamento alla quale Veltroni e Prodi, parimenti destinatari del voto come suocera e nuora perfettamente pacificate per il bene comune del figlio edel marito, dovranno dare risposte chiare, efficaci e, possibilmente, politiche.
Io credo che tarando le velocità reciprche, Prodi accelerando, e Veltroni frenando qualcosa di buono ce lo potremo aspettare….
Il rischio vero è che la risposta politica si fermi alla forma esteriore dei problemi, che rimanga alla superficie, o peggio, molto all’italiana “che si cambi tutto perchè tutto rimanga come era prima”
L’abolizione di una delle camere, la diminuizione del numero dei ministri, la costituzione di un partito agile e moderno sono cose utili che si possono fare subito… ma se non cambia il rapporto fra politica e cittadini, se non vengono spezzati i legami fra le varie caste della società che rafforzano la casta politica, se, soprattutto non si riempie di democrazia il nuovo partito, negli obiettivi, nei contenuti e negli strumenti, non so cosa ce ne faremo di un partito moderno e di una manciata di ministri in meno.
La gente non arriva alla fine del mese, non può programmare il futuro per i figli, non respira nelle grandi città per l’inquinamento… costituire un partito democratico significa rispondere a questi problemi”
Ma per fare tutte queste cose Veltroni, “il nostro segretario” dovrà chiarire quale sarà la linea politica del suo partito…”pardon” del partito nuovo, dovrà scegliere una direzione precisa… il maanchismo ci fa sorridere, ma gli italiani hanno bisogno anche di mangiare,di una casa, di avere assicurata la pensione… e se si accorgeranno che il maanchismo è una truffa , bella per carità,capace di farci sognare e sperare, ma niente altro, si allontaneranno dalla politica , e, questa volta, per sempre!
Qualcuno godrà del futuro qualunquismo possibile?
Certamente non i compagni!
Rosa

Perchè Rosy

Il 14 ottobre la fusione fra Margherita e DS diventerà irreversibile anche perché migliaia di cittadini cofondatori del PD svolgeranno il ruolo di notaio, questo invererà un operazione, si spera, storica. La nascita del PD deve essere la chiara e forte risposta politica alla demagogia ed al populismo, antiche patologie della democrazia che si ripresentano oggi in Italia sotto le spoglie del grillismo.
Viene giocata la carta decisiva della capacità della politica di autoriformarsi. L’ammodernamento della politica era già in agenda dettato dalla globalizzazione e dal mutamento del sistema politico dovuto alla rivoluzione delle forme di comunicazione. Ma non si tratta solo di modelli organizzativi di partito, c’è una crisi politica italiana segnata da sofferenza sociale, vuoto di prospettive e crisi morale della classe dirigente. Una grande inadeguatezza della politica italiana ad autoriformarsi appare nella risposta notarile di Berlusconi e Michela Brambilla e nella casiniana rievocazione del grande centro. Ricadono sulla nascente nuova organizzazione del PD speranza e responsabilità storico di dare una risposta efficace alla crisi di fiducia tra “masse e potere”, insomma alla crisi di credibilità della casta politica.Il tutto è reso più urgente dalla trasformazione del giullaresco e qualunquistico movimento di Grillo in un minaccioso messaggio xenofobo e razzista.
Per fronteggiare questa situazione mi sento di sostenere la candidatura di Rosy Bindi, che propone un rapporto con la sinistra più organico e sicuro nel contrastare i valori anticostituzionali che riaffiorano nella società italiana e rafforzano il pericolo leghista.
Non aiuta la democrazia interna e la scelta degli elettori il mancato confronto fra i candidati alla segreteria. Appare come una scelta tattica per non rimettere in discussione il vantaggio accumulato nelle primarie dal candidato maximo.
Ma soprattutto coinvolgere la società in un grande dibattito sulle piattaforme politiche dei candidati a segretario avrebbe costituito una risposta in avanti rispetto alla cosiddetta antipolitica ed ai mostri che rischia di generare.


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