Archivia per Settembre 2007

Amara che poco

di Rosa Cavadi 
La città di Roma ieri era tappezzate dalle bellissime immagini e, sottolineo “bellissime”, di una ragazza  “amara che poco è più morte, vestita solo dalle sue  ossa e da una pelle raggrinzita, con uno sguardo opaco perduto nel vuoto che, in mezzo ad altre innumerevoli immagini pubblicitarie, reclamizzava se stessa e la sua condizione di anoressica!
L’intenzione dell’artista, il fotografo ed esperto di comunicazione mediatica: O.Toscani, famoso per il fisiologico, quanto, a volte, strumentale  anticonformismo, era certamente quella di mostrare, senza veli i danni  di questa malattia, a scopo sicuramente educativo…..ma questa volta penso che non ci sia riuscito, e che anzi abbia sbagliato!
Toscani, infatti, non può disconoscere la plurivalenza dei messaggi affidati alle immagini, che, se da una parte informano in modo incisivo ed immediato, dall’altra, proprio per questo, s’impongono in sè per il loro significato letterale, diventando modelli da imitare.
E non può non sapere che l’ immagine di una donna anoressica, per quanto possa destare ribrezzo e servire da deterrente, è pur sempre una stigmatizzazione visiva che,
nella,sua essenza specifica, può spingere
 all’emulazione, specialmente, se riuscita artisticamente, se bella secondo i canoni estetici.
In precedenti campagne a favore dei negri, degli omosessuali, e dei diversi, in genere, Toscani ha usato  il doppio messaggio contenuto nelle sue foto, quello nascosto, informativo educativo( es. la mano nera che s’intreccia con quella bianca che diventa, immediatamente, messaggio di tolleranza) con  quello visivo che spingeva all’emulazione, si armonizzavano alla perfezione.
Si nobilitava, anche, in qualche modo, la pubblicità insita in dette campagne per l’acquisto di certe magliette o di certi jeans, perchè, in fondo,era vero che detta pubblicità strumentalizzava la tolleranza…..ma era anche vero che contrbuiva a diffonderlala.
Ma in questo caso le cose sono diverse! Perchè il modello dell’ anoressica di Toscani dovrebbe servire, non ad affermare se stesso come quello del nero, del gay o del diversamente abile, ma a  negare se stesso, secondo una logica “ad contrarium” che nasconde arguti, ma arzigogolati concettismi assulutamente avulsi dai processi della comunicazione di massa, affidati all’immagine!
L’immagine, infatti, penetrando profondamente nella mente umana, rompe la rete razionale di contenimento delle pulsioni interiori, e lascia affiorare  quelle più inconscie, contraddittorie, ed imprevedibili.
Non si possono affidare alle immagini messaggi che richiedano ragionamenti, riflessioni esclusivamente razionali,
perchè se si affonda nell’inconscio, lì la ragione non c’è e può accadere di tutto…
In questo caso, può accadere che una campagna, nata per combattere l’anorressia, si trasformi in un boomerang!
Penso a tutte quelle ragazze che,di fronte alla pietosa immagine di questa modella anoressica, proprio perchè quella vista pesca nel loro inconscio, hanno potuto sentire legittimata, accettata e rclamizzata questa tremenda malattia e ,proprio per questo,  avvertito il fascino di una “cupio dissolvi”, sempre in agguato nelle persone deboli.
E non  facciamo appello all’arte e la libertà espressiva, per favore!.
Qui le cose sono molto più serie, gravi e rischiose.
Qui, per vendere quattro magliette….e non, si strumentalizzano anche le pulsioni di morte, senza nessun rispetto della persona umana!
Una mia alunna che ha visto il manifesto e, con la quale ho affrontato il problema a scuola, mi ha detto: non è meglio tornare , per fini pubblicitari, alle tette e ai culi?
No comment
Baci Rosa

(origine dell’immagine: pigmotel)

domenica 23/09

cari compagni, compagne, amiche ed amici
la scelta del segretario del partito democratico che avverrà il 14 ottobre non può essere ridotta ad un arido quesito sui nomi dei candidati. La vita democratica, i partiti che la organizzano o che la dovrebbero organizzare come prescrive l’articolo 49 della costituzione, sono minacciati, ma non da Beppe Grillo, da loro stessi. Non sto a ripetere quanto sia urgente il rinnovamento della politica e l’occasione che rappresenta la nascita del partito democratico. Non solo il problema della governabilità è nell’agenda politica, ma anche quello della partecipazione dei cittadini/persone che in quanto tali devono poter dire basta a verticismi, autoreferenzialità e spesso privilegi che rischiano di trasformare in casta i nostri rappresentanti politici. Per discutere di forme anche nuove di partecipazione, unico antidoto all’antipolitica, vi invitiamo ad intervenire nella nostra sezione di Casal Palocco alle ore 10.30 di domenica 23 all’assemblea a cui parteciperanno Attilio Bellucci e Massimo Marnetto.
Fraterni saluti, Roberto

I giusti

Parole parte dell’Info del sito Rosy Bindi per il XIII Municipio:

Chi siamo noi che vogliamo costruire un partito nuovo e popolare e di sinistra e democratico e… le tante cose su cui siamo d’accordo? Siamo quelli  che hanno paura del rumore e dei miraggi mediatici. Siamo quelli che vogliono un grande partito con tante persone intelligenti e non un piccolo partito con un grande leader. Siamo quelli che il partito lo vogliono anche per gli altri e sopratutto per i figli e le figlie di questo nostro meraviglioso e sfortunato paese. Siamo quelli che non rinunceranno a libertà, uguaglianza e fraternità ma neamche a democrazia, pluralismo e tolleranza. Siamo quelli che non sono tanto stupidi da non capire che è difficile e che è il caso - per ora - di lasciare la parola a Borges:
Un uomo che coltiva il suo giardino come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere un’etimologia.
Due impiegati che in un caffé del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Un uomo e una donna che leggono in silenzio le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo
(I giusti)

Cara Lara…

di Rosa Cavadi

Cara Lara,
Non posso non essere d’accordo con te sul fatto che la società italiana sia rimasta ancora feudale nella mentalità e nel costume, malgrado l’unificazione politica (quella che faceva dire a D’Azeglio che era stata fatta l’Italia , ma non gli italiani) e la retorica nazionalistica del regime fascista. 
Non sono mancati  gli sforzi della cultura.
Penso, specilmente al cinema, al Neorealismo,  alla commedia all’ italiana, ai film di denunzia di Petri, Rosi, Montaldo e tanti altri…penso all’azione magistrale dei padri della costituzione italiana, una delle migliori del mondo in fatto dii difesa dei diritti dei cittadini….penso allo difficoltà di diffondere una lingua comune…alla scuola di massa….
Ma come giustamente adombri nel tuo discorso, il tessuto sociale italiano è rimasto impermeabile a queste sollecitazioni culturali, mantenendo intatto il sistema dei rapporti di fedeltà personale, di scambi di favore, di corporativismo etc. etc…tutti aspetti che limitano la sovranità del popolo e quella dello Stato , ma, ancor peggio, diventano terreni di coltura per tutte le società che per fini dolosi, surrettiziamente, allo Stato si  sostituiscono, come la mafia , la camorra, la ‘ndragheta……  
Che ce lo diciamo a fare? Vogliamo trovare a tutti i costi un motivo al difficile o mancato esercizio della democrazia?
Certo se a scuola si studiasse meno fascismo e più Risorgimento, forse si capirebbero meglio le ragioni della mancanza di senso civico, di  rispetto dello Stato,di sfiducia nelle istituzioni degli italiani…….i motivi ci sono!
Ma forse la democrazia, oltre che studiarla, bisognerebbe, soprattutto, cercare di applicarla…di sperimentarla…..di scoprirla, magari “solo vivendo”. Forse?!
Io, nel mio piccolissimo, ho pensato di farlo scegliendo di appoggiare la lista della Rosy Bindi  alle primarie per la costituzione del PD.
 Cercherò di spiegare perchè l’ho fatto.
Quando  Veltroni ha deciso di candidarsi alle primarie,certo lo ricorderete, è apparso subito come  l’uomo della provvidenza, il salvatore della patria,l’antiberlusconiano per eccellenza che fora il video e fa impennare i sondaggi.
La sua fortissima candidatura ( che , fra l’altro avrebbe tolto le castagne dal fuoco ai DS impelagati nella “querelle”delle intercettazioni sul caso UNIPOL), seguita da un discorso intenso,rassicurante, ecumenico e solenne, da vero capo di Stato, più che da aspirante a segretario di un partito,  spiazzò tutti i possibili avversari, almeno nel suo partito e, nei giorni successivi alla sua prolusione per l’investitura al PD, nessuno  osò presentare la sua candidatura!
E’ quasi inutile aggiungere che la candidatura di Veltroni si era trasformata in candidatura unica che di fatto riduceva le primarie ad un rito inutile che sarebbe servito a formalizzare l’incoronazione di un  leader già scelto, in barba alla dialettica democratica.    
Quando Rosy Bindi, dimostrando coraggio e gran senso di responsabilità, decise di candidarsi, pensai che il pericolo dell’elezione plebiscitaria di Veltroni fosse scongiurato.
 Ne fui contenta per le primarie del partito nascente,che, attraverso la candidatura della Bindi, potevano mantenere  caratteristiche  democratiche, e decisi che il tutto andava certificato da  un voto a suo favore .  
Questo il primo motivo che mi ha spinta ad una decisione che molti avranno giudicato apostasia, ma che per me è nata da profondo convincimento!
I motivi successivi, tuttavia, non sono meno importanti.
Intanto si trattava e sottolineo si trattava, di una candidatura femminile!
 Votare per una donna è sicuramente uno dei punti più qualificanti del partito nuovo che assegna alle donne il 50% . Rispettare questo principio, votando una donna, mi sembrava e mi sembra una garanzia per un nuovo  modo di fare politica. 
Della Bindi, inoltre,mi rassicurava e mi rassicura, l’impegno sociale dimostrato , la  serietà, l’onestà (è triste dovere sottolineare questo aspetto) ,   e la grande umanità….
C’è, però, un’ altra cosa importante che mi preme sottolineare per fare emergere i meriti di questa candidata.
ED è che, a mio avviso, la Bindi ha dimostrato  il massimo di laicità che può raggiungere una cattolica.
Sul problema della laicità e del laicismo si è parlato e sparlato tanto…..se, però, con i cattolici dobbiamo dialogare è giunto il momento di chiederci se vogliamo farlo con i cattolici finti che uasano la religione come “instrumentum regni”, cambiando idea a seconda della convenienza politica, o con quelli che, faticando e soffrendo nel profondo della propria coscienza, riescono a trarre dall’ umanitarismo cristiano tutta la laicità possibile, o “finora possibile”, sperando che progredisca ancora.
Baci Rosa


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